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La cristiana Asia Bibi non può lasciare il Pakistan

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Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2018 - 21:08
tvsvizzera/ats/spal con RSI (Tg del 2.11.2018)

Il governo pachistano è stato costretto a scendere a patti con gli islamici radicali dopo tre giorni di proteste che hanno paralizzato numerose città in seguito all'assoluzione della cristiana Asia Bibi dall'accusa di blasfemia da parte della Corte Suprema.

La contadina 47enne, condannata a morte nel 2010 per aver offeso Maometto nel corso di una disputa con alcune colleghe, è stata portata in una località segreta ma non potrà lasciare il paese fino a quando l'alta corte non si sarà pronunciata sul riesame della sentenza.

La decisione è frutto dell'accordo stretto tra le autorità e il partito sunnita Tehreek-e-Labbaik che vorrebbe la pena capitale per la donna cristiana e soprattutto teme l'abrogazione in futuro del reato di blasfemia.

In seguito all'intesa i leader della formazione politica islamica hanno decretato la fine delle manifestazioni nel paese, che in alcuni casi sono sfociate in scontri con le forze dell'ordine, come avvenuto davanti al posto di polizia di Lahore.

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