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Migranti, obiettivo chiudere la rotta balcanica

Vertice straordinario a Bruxelles, ospite il premier turco Davutoglu; l'Ue fa pressione su Ankara perché rispetti il piano d'azione di novembre

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 marzo 2016 - 13:49

A Bruxelles, è iniziato lunedì mattina un vertice straordinario che sembra porsi come obiettivo la chiusura della rotta balcanica dei migranti. Ospite il premier turco Davutoglu. L'Unione Europea cerca di mettere pressione su Ankara per ottenere il rispetto del piano d'azione stabilito lo scorso novembre.

Alla tavola dell'Unione Europea è stata invitata ancora una volta la Turchia. Nel pranzo di lavoro in corso a Bruxelles si stanno confrontando il premier turco Davutoglu e i principali leader del Vecchio Continente, Angela Merkel in testa. Sullo sfondo le tensioni per il controllo dei media nel paese di Recep Erdogan.

"Abbiamo diverse sfide da affrontare", ha detto il primo ministro turco. "E l'unico modo per farlo è la solidarietà".

Il piano d'azione deciso in novembre però non funziona. Dalle coste turche partono ancora migliaia di profughi diretti verso le isole greche. E le tragedie, come quella di ieri nell'Egeo, si ripetono.

Per fermare il flusso e riammettere i cosiddetti migranti economici, la Turchia ha ottenuto tre miliardi di euro e la promessa del rilancio del processo d'adesione all'UE. Ora l'Europa chiede risultati. Anche perché la Grecia è ormai sopraffatta dalla crisi.

"È necessario anche accelerare il processo di ricollocamento tra i vari paesi", osserva il premier greco Alexis Tsipras.

Atene chiede più solidarietà europea, ma diversi Stati non ci sentono, e oltre a chiudere le frontiere si rifiutano di accogliere la quota di rifugiati decisa nel piano di ripartizione di settembre.

Insomma, le soluzioni non sembrano a portata di mano, e dunque il vero obiettivo di questo vertice, secondo quanto trapelato, è quello di dichiarare chiusa la via balcanica. Con la registrazione di tutti i richiedenti l'asilo regolari in Grecia e Italia e il rinvio degli altri migranti in Turchia.

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