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Migranti, altri 1300 al confine serbo-ungherese

Budapest potrebbe dispiegare l'esercito e potenzia la barriera di filo spinato; è emergenza sulla rotta balcanica ma si continua a morire nel Mediterraneo

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2015 - 20:47

Circa 1'300 migranti sono stati fermati mercoledì mattina al confine tra Serbia e Ungheria, dopo che un numero record di oltre 2'500 aveva attraversato martedì la stessa frontiera.

La cosiddetta rotta balcanica continua a essere molto battuta, e non smette di esserlo la via del mare: mercoledì, 430 persone sono state salvate al largo delle coste libiche; altri 50 migranti sono stati trovati morti sull'imbarcazione.

Intanto, i Paesi lungo la rotta balcanica affrontano la situazione come possono. La Grecia traghetta i migranti dalle isole alla terraferma e la Macedonia li lascia in genere proseguire verso nord. La Serbia si prepara invece ad assistere decine di migliaia di persone che restano bloccate nel Paese a causa della barriera eretta dall'Ungheria

Un muro di filo spinato che non riesce a fermare chi vuole raggiungere il nord Europa. Ma Budapest sta mandando altri duemila poliziotti, e potrebbe presto dispiegare l'esercito. La barriera viene potenziata, i varchi si riducono sempre di più. La lunga marcia dei migranti è ormai anche una corsa contro il tempo.

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