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Il bitcoin sfonda quota 30'000 dollari

Automatico per l'acquisto di bitcoin a Zugo. © Keystone / Alexandra Wey

Il bitcoin ha sfondato sabato, per la prima volta nella sua storia, quota 30'000 dollari. La più nota delle criptovalute è oggetto di grande attenzione sui mercati: ha guadagnato quasi il 50% nel solo mese di dicembre e da inizio 2020 il suo prezzo di scambio è cresciuto di oltre il 300%. Cosa c'è dietro questa corsa? Quanto conta la crisi innescata dal coronavirus? È stata definitivamente vinta la diffidenza verso la moneta virtuale? La RSI lo ha chiesto a un esperto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 gennaio 2021 - 10:30

Il valore di mercato del bitcoin è ormai oltre 500 miliardi di dollari: vale più di colossi come Mastercard, Visa e Walmart. Una corsa che non sembra destinata a fermarsi, anche grazie all'ingresso sul mercato di investitori istituzionali, che sembrano rendere tale corsa più affidabile rispetto a un recente passato fatto di una bolla dietro l'altra.

Complice la pandemia e la politica monetaria della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, molti investitori si sono rivolti al bitcoin a caccia di rendimenti e come scudo contro la debolezza del dollaro e un aumento dell'inflazione. Per quanto la volatilità della valuta virtuale resti relativamente alta.

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I sostenitori del bitcoin sono convinti che questa sia la volta buona per l'affermazione definitiva della criptovaluta, intorno alla quale c'è un'euforia alimentata anche dalle mosse di Coinbase: la maggiore piattaforma di scambio di criptovalute con base negli Stati Uniti ha depositato la documentazione per lo sbarco in borsa; il primo vero test a Wall Street per le divise virtuali.

Secondo altri osservatori, la volatilità del bitcoin non va sottovalutata e resta l'incognita delle regole: il mondo delle valute digitali è in gran parte non regolamentato e una possibile ed eventuale stretta delle autorità -la cui attenzione resta alta- rischierebbe un effetto domino sul mercato.

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Il commento dell'avvocato ed esperto di criptovalute Lars Schlichting. Attuale partner dello studio Kellerhals Carrard, lo è stato in precedenza di KPMG mentre tra il 2002 e il 2007ha lavorato per l'autorità svizzera di vigilanza sui mercati finanziari FINMA.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 03.01.2021)

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