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Bali, centomila sfollati per le eruzioni di Agung

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In Indonesia, le autorità hanno innalzato lunedì al massimo livello l’allerta per il vulcano Agung, che ha ripreso la sua attività eruttiva sull’isola di Bali. Centomila persone dovranno lasciare le loro case per cercare riparo in zone più sicure.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2017 - 13:10
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 27.11.2017)

L’aeroporto internazionale di Bali è stato chiuso, mentre lo scalo della vicina isola di Lombok è fermo da domenica. Il pericolo è costituito dalla cenere, presente sulla pista e in nuvole alte fino a novemila metri che potrebbero danneggiare i motori dei velivoli.

Migliaia di turisti sono bloccati a terra e dovranno usare i traghetti messi a disposizione per raggiungere le isole vicine.

"Eruzione imminente"

Il portavoce dell'agenzia responsabile per la gestione delle calamità naturali di Giacarta ha precisato che "le emissioni esplosive occasionali indicano la possibilità di un'eruzione imminente". Le scosse di terremoto, seppur leggere, sono ricorrenti.

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La stessa agenzia ha decretato l’allontanamento dei residenti nei 22 villaggi situati nel raggio di 10 chilometri. Quelli più vicini al vulcano sono già ricoperti di cenere.

1'600 morti nel 1963

L’ultima volta che il preallarme per il vulcano è stato portato al più alto livello risale al 22 settembre scorso. Circa 130 mila persone fuggirono dalla regione per cercare rifugio.

L’ultima eruzione del monte Agung, nel 1963, aveva causato 1'600 morti. L’Indonesia è la regione vulcanica più attiva del mondo, con 129 crateri attivi. 

Due anni fa, in estate, l’eruzione di un vulcano sull’isola di Giava aveva bloccato per giorni migliaia di turisti nel Paese.

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