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Mafie, Caselli: "il segreto bancario è tanto miele per le api"

Intervista di tvsvizzera.it a Gian Carlo Caselli, procuratore capo a Palermo negli anni del presunto dialogo tra esponenti politici e il boss Toto Riina (seconda puntata)

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2015 - 17:54

Gli anni alla procura di Palermo dopo le stragi di Capaci e Via d'Amelio, le connessioni con l'economia legale e lo stop della politica alla Procura nazionale antimafia. Sono alcuni degli argomenti su cui si è soffermato Gian Carlo Caselli in questa seconda puntataLink esterno sulla sua lunga carriera in magistratura, dagli anni di piombo a Torino alla riscossa dello Stato contro i Corleonesi dopo le stragi di inizio anni '90.

Riguardo alle inchieste condotte su Cosa Nostra e, più recentemente, sulla ‘Ndrangheta a Torino, l'ex procuratore osserva di aver avuto difficoltà quando le indagini sui flussi finanziari prendevano la via della Svizzera. "Qualcosa ora sta cambiando ma in passato il segreto bancario era come il miele per le api", ha sentenziato con una colorita immagine Gian Carlo Caselli, che peraltro ha sottolineato anche l'efficacia nel reato di associazione mafiosa introdotto nell'ordinamento italiano nella lotta alle organizzazioni criminali di stampo mafioso. (L.Spagnoli/C.Gobbetti)

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