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La guerra ai passatori

I recenti fatti di cronaca ricordano l'urgenza di combattere queste organizzazioni criminali

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 agosto 2015 - 14:38

Tanti profughi ci provano da soli, ma il viaggio della speranza verso l'Europa è pericoloso. Così in molti molti decidono di affidarsi ai passatori, persone senza scrupoli che in cambio di denaro promettono speranza, facendo leva sulla disperazione dei profughi.

Un business che, con l'esplosione del numero dei migranti lungo la via dei Balcani (ma non solo), è diventato ancora più lucrativo.

"Concosco il caso di un giovane siriano che ha pagato 13mila franchi (circa 12mila euro) a un passatore, che lo ha portato fino al confine e poi lo ha fatto salire su un'altra auto - con i vetri scuri. E cosi via, da confine a confine, fino in Europa. Ma questa è la versione extra-lusso. Chi non ha tutti quei soldi viene caricato sui camion", il commento di Kurt Pelda, reporter di guerra e conoscitore del fenomeno.

In Svizzera, è l'Ufficio Federale di polizia l'organo impegnato nella lotta ai passatori.

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