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L'IVA sarà imposta anche alle ditte straniere

tvsvizzera

Le nuove regole dovrebbero eliminare le ineguaglianze oggi esistenti tra imprenditori svizzere e esteri

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2014 - 17:08

Gli imprenditori ticinesi si sentono da molto tempo discriminati: mentre pagano l'imposta sul valore aggiunto (IVA), le aziende straniere sono esentate finché il loro giro d'affari in Svizzera non supera i 100'000 franchi annui. Oggi, sabato, la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf, anche sulla scorta di quanto discusso giovedì scorso in un incontro con la Deputazione ticinese alle Camere federali, intende modificare le norme chiamando alla cassa migliaia di ditte estere.

La consigliera federale propone che in futuro non sia più il giro d'affari in Svizzera ad essere utilizzato come parametro di riferimento: per l'esenzione sarà il giro d'affari mondiale, ovvero realizzato a livello internazionale, a non dover superare i 100'000 franchi, ha spiegato la ministra ai microfoni della radio SRF. Le prove dovranno essere portate dalle stesse società.

Secondo i calcoli del Dipartimento federale delle finanze, con le nuove regole dovrebbero esserci maggiori introiti da imposte di 40 milioni di franchi all'anno. Nel primo anno dovrebbero esserci 20'000 nuove aziende straniere a pagare l'IVA. Le nuove regole, secondo Widmer-Schlumpf, elimineranno le ineguaglianze esistenti.

ATS/Swing

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