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L'Italia è in deflazione e i disoccupati aumentano

ansa

Ad agosto i prezzi scendono dello 0,1% mentre il PIL resta negativo (-0,2%)

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 agosto 2014 - 17:52

L'Italia è ufficialmente in deflazione. Dopo oltre 50 anni (ma allora il Belpaese era in pieno boom economico) i prezzi al consumo sono regrediti, nel mese di agosto, dello 0,1% rispetto a dodici mesi fa. Ma, purtroppo, non si tratta dell'unico dato negativo reso noto dall'ISTAT. Nel secondo trimestre dell'anno il Prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto a tre mesi prima e rispetto allo stesso periodo del 2013.

Il paese insomma resta in recessione, nonostante i timidissimi segnali di ripresa di sei mesi fa, e paga il rallentamento della domanda estera e la riduzione degli investimenti. Discorso analogo per la disoccupazione che in luglio è tornata a crescere dello 0,3 punti al 12,6% (di 0,5% su base annua) mentre la disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni) risulta in calo di 0,8 punti ma resta alla quota preoccupante di 42,9%.

Il rischio che attraversa l'Italia è quello di entrare in una spirale negativa deflazione-recessione nella quale le famiglie e le aziende, impoverite per effetto della crisi, posticipino gli acquisti e gli investimenti in attesa di ulteriori ribassi dei prezzi, innescando un circolo vizioso che aggraverebbe ulteriormente i fondamentali dell'economia.

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