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Ankara ha le prove dell'omicidio Khashoggi

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Questo contenuto è stato pubblicato il 13 ottobre 2018 - 19:50
tvsvizzera/ats/spal con RSI (Tg del 13.10.2018)

Sembrano esserci delle registrazioni audio e video sull'uccisione del giornalista dissidente Jamal Khashoggi dentro il consolato saudita a Istanbul.

Lo riferisce il Washington Post secondo cui le riprese sarebbero nelle mani delle autorità turche che mantengono però riserbo sulla vicenda, per non ammettere di aver spiato rappresentanze diplomatiche sul suo territorio.

Ma l'informazione sarebbe stata comunque fornita da funzionari di Ankara al governo statunitense. In particolare, ci sarebbe un audio a conferma dei dettagli più raccapriccianti emersi in questi giorni. "Si può sentire la sua voce, si può sentire come è stato interrogato, torturato e ucciso", racconta una delle fonti alla testata americana.

Secondo questi resoconti, "dopo aver ucciso" il giornalista, gli agenti sauditi si sono spostati nella vicina residenza del console, da cui il personale era stato fatto andare via in anticipo.

Riad, che continua a negare ogni coinvolgimernto, ha inviato suoi investigatori a Istanbul dopo che giovedì sera è stata annunciata la creazione di gruppo di lavoro congiunto. Ma la collaborazione dell'Arabia Saudita non sta dando i frutti sperati, visto che i tecnici della scientifica turca non sono ancora potuti entrare nella residenza diplomatica, allo scopo di raccogliere eventuali indizi su Khashoggi, i cui resti, secondo un'ipotesi investigativa, potrebbero trovarsi sepolti nel giardino del consolato

A Riad continuano a giungere appelli alla trasparenza, rilanciati anche oggi da Parigi e Berlino, e vengono messi in discussione i sostegni internazionali al corso riformatore impresso dal principe ereditario di bin Salman.

Ma Trump, nonostante le dichiarazioni di circostanza, non sembra intenzionato a fare passi indietro sulle cospicue commesse d'armamenti per 110 miliardi di dollari concesse al regime saudita.

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