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L'accordo italo-svizzero sulla fiscalità è possibile

Il presidente Didier Burkhalter ha discusso in modo "diretto e franco" con il premier italiano Matteo Renzi di fiscalità e frontalieri

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 luglio 2014 - 20:25

La Svizzera chiede all'Italia un impegno chiaro per costruire un pacchetto coerente per entrambi i paesi che regoli lo scambio di informazioni fiscali, la questione delle liste nere e la fiscalità dei frontalieri. È quanto è emerso dall'incontro tenutosi a Roma tra presidente della Confederazione Didier Burkhalter e il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. Vi sarebbero, sempre secondo Burkhalter delle reali possiblità che si possa giungere ad un accordo.

Didier Burkhlater, al termine dell'incontro, ha dichiarato di aver parlato a Matteo Renzi in modo "diretto e franco" della questione fiscale che ha minato in parte il buon rapporto che normalmente vige tra Italia e Svizzera. Un contenzioso che è nato già sotto il Governo Berlusconi e che è continuato con Monti e Letta. Con l'arrivo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi molti hanno pensato e sperato che le trattative su questo spinoso dossier potessero conoscere un'improvvisa accelerazione.

Il vertice romano è giunto in un momento particolare. La Svizzera nel frattempo ha infatti aderito al protocollo Ocse per lo scambio automatico di informazioni bancarie che dovrebbe andare a regime nel 2017. Questo dovrebbe facilitare la collaborazione anche con l'Italia. A sua volta l'Italia ha fissato nuove regole sulla "Voluntary disclosure" che permetterebbe agli italiani che detengono attività finanziarie o patrimoniali all'estero non dichiarate al fisco, sanare la loro posizione, anche penale, pagando le relative imposte e le sanzioni in misura ridotta.

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