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Julian Assange, "accetto arresto se perdo causa all'Onu"

Stando alla Bbc, per la polizia di Londra la situazione non cambia

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 febbraio 2016 - 13:02

"Se l'Onu dovesse annunciare che ho perso il mio caso contro Gran Bretagna e Svezia, uscirò dall'ambasciata a mezzogiorno di venerdì per accettare l'arresto da parte della Polizia britannica in quanto non ci sarebbe più una prospettiva di appello. Se tuttavia dovessi avere la meglio, mi aspetto l'immediata restituzione del mio passaporto e la fine di ulteriori tentativi di arrestarmi". Lo ha scritto Julian Assange sull'account Twitter di Wikileaks.

Ma per la polizia di Londra, secondo la Bbc, la situazione non cambia. Assange verrebbe comunque arrestato qualora lasciasse la sede diplomatica: resta infatti in vigore il mandato di cattura nei suoi confronti. In base al conteggio del sito 'justice4assange.com', che conduce una campagna in favore del fondatore di Wikileaks, sino ad ora ha trascorso rinchiuso nell'ambasciata 1.885 giorni.

Assange si era rifugiato lì nel giugno 2012 dopo la richiesta di arresto della procura svedese per le denunce di abusi sessuali da parte di due donne. Di recente è stato raggiunto un accordo tra Svezia ed Ecuador per permettere ai giudici di Stoccolma di interrogarlo.

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