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Italia: toni più tenui tra governo e sindacati

tvsvizzera

Matteo Renzi, che prepara con il suo gruppo una manovra da 20 miliardi, negli scorsi giorni ha accusato i sindacati di pensare solo a battaglie ideologiche

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 settembre 2014 - 16:39

Si fanno più tenui i toni dello scontro tra il governo italiano e la CGIL sulla riforma del lavoro.

Arriva su twitter la replica del sindacato che non accetta di essere accusato di pensare soltanto alle ideologie, ma si dimostra disposto ad aprire un dialogo. Questo dopo il video di venerdì in cui il premier Matteo Renzi li accusava di non difendere i lavoratori.

Il sindacato chiede di estendere malattia e maternità a tutti.

Un'apertura più netta arriva da Raffaele Bonanni, leader della CISL, che non esclude la 'rimodulazione' dell'articolo 18:

"Io penso che il presidente del Consiglio - nonostante le parole pesanti usate - faccia bene a mantenere questo profilo. Un umile consiglio che posso dargli è di continuare a mantenerlo. Perché quando si 'sgarra' dall'altra parte, gli sbagli si commentano da sé". E dice: "A me interessa discutere le vicende nel complesso e capire le intenzioni del governo. Cioè se quest'ultimo ha intenzione di finirla con l'area precaria più pesante che abbiamo nel paese. Un esercito di giovani truffati, che non risolveranno i loro problemi con il contratto a tutele crescenti se non si aboliscono le false partite iva, i co. Co. Co nella pubblica amministrazione e i co. Co. Pro. Gente che non possiede un salario, non ha previdenza, non ha nulla. Questi- ha concluso Bonanni- devono andare dentro il contratto a tutele crescenti, che a quel punto avrebbe senso. La Cisl è pronta a ogni soluzione- anche a una rimodulazione dell'articolo 18 - pur di arrivare a questo".

Gobbs

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