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Irlanda, 100 anni dalla rivolta indipendentista

La ribellione del 1916 fu soppressa in pochi giorni, ma diede il via alle lotte che portarono alla creazione, 6 anni dopo, di uno Stato libero

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Ai festeggiamenti della Pasqua, in Irlanda si aggiungono le commemorazioni per il centenario della rivolta che, nel 1916, diede il via alle lotte del movimento indipendentista e repubblicano irlandese.

Una ribellione soppressa in pochi giorni, ma che portò alla creazione qualche anno dopo dello Stato libero d’Irlanda, poi Repubblica. Orfana, tuttavia, delle province del nord.

I sei giorni che cambiarono la storia dell’Irlanda. Così il Paese ricorda le rivolte organizzate in gran segreto dai tre principali movimenti ribelli che chiedevano la fine del dominio britannico sull’isola.

Il 23 aprile del 1916, giorno di Pasqua, i leader repubblicani decisero che il giorno seguente sarebbe cominciata la rivolta. Si barricarono all’interno dell’Ufficio Postale Centrale di Dublino, dove venne letto il documento che dichiarava l’Irlanda una repubblica sovrana e indipendente.

Barricate furono erette in diversi punti della città e all’inizio, grazie al fatto che l’esercito britannico era impegnato nel primo conflitto mondiale, un migliaio di ribelli poterono avere la meglio sui 400 soldati che vennero mobilitati.

Nel giro di pochi giorni, però, le forze britanniche avevano raggiunto quasi 20 mila unità e i repubblicani dovettero arrendersi. L’esecuzione dei leader del movimento non fece che gettare benzina sul fuoco, portando anche i sostenitori più tiepidi dell’indipendenza a unirsi al movimento indipendentista.

In sei giorni, i morti furono circa 450, metà dei quali civili, e i feriti oltre 2 mila. Sono stati ricordati nei giorni scorsi, con la cerimonia al monumento a loro dedicato al cimitero di Glasnevin, e con il Presidente irlandese che ha deposto una corona di fiori nel cortile del carcere dove avvennero le esecuzioni dei leader della rivolta.

Con la parata di oggi, centinaia di migliaia di persone ripercorerrano una tappa importante della loro storia, un evento che ancora oggi, però, divide: nonostante l’invito, alcuni leader unionisti dell’Irlanda del Nord hanno deciso di non partecipare.

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