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Iraq, 500 yazidi massacrati dalle milizie jihadiste

Vittime civili sepolte vive in fosse comuni, le testimonianze dei profughi sfuggiti all'avanzata delle truppe degli integralisti dello Stato Islamico.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 agosto 2014 - 22:15

I jihadisti dello Stato Islamico (Isis) hanno ucciso almeno 500 membri della minoranza religiosa yazida dall'inizio della loro offensiva nel nord-est dell'Iraq, secondo quanto ha reso noto il ministro per i diritti umani Mohamed Chia al Sudani. Il responsabile governativo ha detto di avere le prove del fatto che gli estremisti sunniti hanno sepolte vive centinaia di civili, tra cui molte donne e bambini. Circa 300 donne sono inoltre state sequestrate dai miliziani islamici e ridotte in schiavitù.

Sul terreno militare i raid aerei statunitensi sull'Iraq contro i militanti dello Stato islamico sono proseguiti per tutta la giornata di ieri. Sul fronte umanitario, oggi anche le forze britanniche sono riuscite a distribuire aiuti alle popolazioni bloccate in alcune zone del nord del Paese, ma la situazione resta drammatica.

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