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In 200 contro la chiusura del consolato a San Gallo

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I Comites contro le continue chiusure dei consolati d'Italia in Svizzera

Circa 200 persone hanno protestato ieri a San Gallo contro la programmata chiusura del locale consolato italiano. Secondo i dimostranti è inaccettabile che Roma risparmi sulle spalle dei 56mila italiani residenti nella Svizzera orientale.

Il consolato italiano di San Gallo, inaugurato oltre cento anni fa, è finito nel mirino del ministero italiano degli esteri, che vorrebbe chiuderlo per motivi finanziari. Contro tale eventualità è insorto il Comitato degli italiani all'estero (Comites), che ha inviato una lettera al governo di Roma.

«Chiediamo che il consolato di San Gallo rimanga aperto, perlomeno fino a quando il ministero degli esteri ci dirà come verranno garantite le diverse prestazioni» fin qui offerte, ha detto Michele Schiavone, rappresentante degli italiani in Svizzera.

Il consolato sangallese, che conta 8 dipendenti, offre servizi amministrativi anche agli italiani che risiedono nei cantoni dei Grigioni, di Turgovia, nei due Appenzello, nonché nel Principato del Liechtenstein.

Quattordici membri del Comites, secondo quanto è stato annunciato, intendono occupare pacificamente gli uffici della rappresentanza italiana: «rimarremo fino a quando il ministro dell'economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni verrà qui a San Gallo», ha detto Schiavone. Nello scorso novembre sono già stati chiusi i consolati di Wettingen (AG), Neuchâtel e Sion. La stessa sorte era toccata nel 2010 alle agenzie di Coira e Losanna.

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