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Immigrazione di massa: ecco cosa succederà

Il Consiglio federale ha presentato il progetto di legge con il quale applicherà i principi costituzionali dell'iniziativa popolare votata il 9 febbraio 2014

L'iniziativa popolare contro l'immigrazione di massa, accettata dal popolo il 9 febbraio 2014, obbliga il governo elvetico a presentare una legge d'applicazione entro il 9 febbraio 2017.

A un anno dalla votazione, il Consiglio federale ha dunque presentato il progetto di legge, che come sempre, è stato inviato a tutte le parti interessate (partiti, associazioni di categoria, ecc) affinché entro fine maggio prendano posizione su ogni singolo articolo.

Cosa prevede la legge? Esattamente, o quasi, quanto era stato chiesto nella iniziativa popolare. Ovvero, introduzione di contingenti annuali per tutti gli stranieri, applicazione di tetti massimi ai soggiorni a fini lavorativi della durata superiore ai quattro mesi (tra cui anche i frontalieri), preferenza ai lavoratori già presenti sul territorio (che possono essere anche stranieri), migliore sfruttamento del potenziale della manodopera locale, in particolare donne e lavoratori più anziani.

I contingenti saranno fissati dal governo federale, sulla base d'indicatori economici, del mondo del lavoro e dei cantoni.

Per poter applicare queste misure senza contravvenire ai trattati sottoscritti con l'UE e continuare nella via bilaterale con Bruxelles, Berna dovrà però rinegoziare l'accordo di libera circolazione, entrato in vigore progressivamente dal 2002.

Non è così escluso che il popolo svizzero sia nuovamente chiamato alle urne per decidere se confermare gli accordi bilaterali con l'UE o invece denunciarli.

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