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Il Papa, "È guerra ma non di religione"

Per il Pontefice, in viaggio verso Cracovia, tutte le confessioni vogliono la pace

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 luglio 2016 - 21:02

Ci troviamo di fronte a una guerra, ma "non è una guerra di religione" ma "di soldi, di interessi e per il dominio dei popoli e delle risorse ambientali". È quanto ha detto Papa Francesco nel corso del viaggio in aereo verso Cracovia dove presiede le giornate della gioventù. Il Pontefice riferendosi ai recenti fatti di cronaca ha voluto precisare che "tutte le religioni vogliono la pace, la guerra la vogliono gli altri, capito?".

Al suo arrivo in Polonia Bergoglio s'è detto lieto d'iniziare da qui la prima visita nell'Europa centro-orientale e ha espresso compiacimento per il percorso di riconciliazione compiuto dai polacchi sia con i tedeschi sia con la Chiesa ortodossa di Mosca. La memoria buona -ha spiegato il Pontefice- guida i destini dei popoli, apre porte chiuse, trasforma le difficoltà in opportunità e crea scenari dove sembrava impossibile.

E poi, alludendo ai timori di Varsavia nei confronti dei flussi migratori, l'auspicio che tutti coloro che fuggono da guerre e fame vengano accolti e la richiesta di un supplemento di saggezza per superare le paure.

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