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Il falsario "sincero"

Il mondo dell'arte "sporca" svelato da un aspirante playboy che ha iniziato a replicare quadri. Per vendetta

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 aprile 2015 - 15:37

"Mi ritengo un falsario onesto, diciamo il ladro che ruba di meno". Daniele Dondè si presenta così alle telecamere della RSI, arrivate nella sua galleria di Lugano per capire chi c'è dietro e come funziona il traffico delle opere contraffatte. Un fenomeno in crescita, come ci hanno spiegato i carabinieri Link esternodel Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC) e che non risparmia la Svizzera, come ha confermato il comandante delle guardie di confine, Mauro AntoniniLink esterno.

Dondè punta il dito anche contro musei, gallerie, critici d'arte. "Vi posso garantire che il 40% delle opere esposte sono false. Ci sono più opere autentiche nei caveau svizzeri che nei musei", assicura Dondè. "I falsari lavorano abitualmente per diversi galleristi, per accontentare i collezionisti più esigenti, come del resto fanno molti critici d'arte: disposti ad attribuire autenticità in cambio di una percentuale".

Massimiliano Angeli

Con questo quarto episodio si conclude lo speciale dedicato all'Arte in fuga.

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