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Guerre, persecuzioni e miseria: un mondo in fuga

Ricorre la giornata mondiale del rifugiato mentre assistiamo, stimano Amnesty e le Nazioni Unite, alla "più grave crisi dalla seconda guerra mondiale"

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 giugno 2015 - 17:29

Sabato, in tutto il mondo, è la giornata del rifugiato. Una ricorrenza che arriva in un momento particolarmente critico: come denunciato da Amnesty International, e come ripete oggi l'Onu, la crisi dei rifugiati che si sta consumando a livello planetario è la più grave dalla seconda guerra mondiale.

I flussi verso l'Europa, e le tragedie che si consumano nel Mediterraneo, sono purtroppo solo un piccolo fronte: le vere emergenze umanitarie e sociali sono altrove. Tutte su fronti extraeuropei, quasi tutte lontane dai riflettori.

Nel servizio del TG, le immagini e le parole di Antonio Guterres, alto commissario dell'Onu per i rifugiati: "Sono fuggite più persone lo scorso anno che in ogni altra epoca da noi registrata. In tutto il mondo, 60 milioni di persone hanno dovuto lasciare le loro case. E questi numeri stanno crescendo ogni giorno, su ogni continente."

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