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Guerra all'Isis, svolta in Turchia

Ankara, accusata a lungo di essere riluttante, ha bombardato postazioni dei miliziani in Siria e lanciato una vasta operazione anti-terrorismo interna

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2015 - 20:43

La Turchia è intervenuta militarmente contro l'autoproclamato Stato Islamico, bombardando alcune postazioni dei miliziani in Siria e lanciando allo stesso tempo una vasta operazione anti-terrorismo che ha portato all'arresto di oltre 250 persone, sospettate di essere jihadisti o ribelli curdi.

Si tratta di una vera e propria svolta per Ankara, accusata a lungo di essere riluttante nel contrastare l'avanzata del Califfato. A scuotere il governo turco è stata l'uccisione di un suo soldato e l'attentato di quattro giorni fa a Suruc.

I caccia statunitensi e britannici, peraltro, potranno ora usare la strategica base aerea di Incirlik per colpire le postazioni del sedicente Stato Islamico. La località dista soli 120 chilometri dalla Siria.

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