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Grillo a Sanremo: "Riprendiamoci la RAI"

Comizio dell'ex comico davanti all'Ariston; bordate contro l'emittente pubblica, che ritiene corresponsabile della rovina del Paese

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 settembre 2014 - 17:14

Il leader del Movimento 5 Stelle ha parlato per una ventina di minuti sul red carpet davanti al teatro Ariston, e prendendo spunto dal reato ipotizzato per lui negli scorsi giorni ('interruzione di pubblico servizio', qualora avesse intralciato la trasmissione) contesta soprattutto la Rai: una commistione tra servizio pubblico e privato, dice, che spende in mandati esterni oltre un miliardo di euro l'anno, poiché quando Fazio conduce Sanremo "porta con sé i suoi autori, i suoi registi, il suo ufficio stampa".

Grillo contesta pure la riforma della legge elettorale ed esorta al rinnovamento della classe politica: "un settantacinquenne che va a parlare con un novantenne sul futuro. Quale futuro?". Ma torna subito alla Rai, alla quale attribuisce responsabilità nel disagio politico ed economico del Paese. Anziché vantarsi di un'edizione di Sanremo in attivo ottenuta azzerando le inserzioni delle altre reti, tuona ancora, dovrebbe "dare un senso critico alla gente, di poter capire cosa sta succedendo in questo Paese".

"Che bella che era, la Rai di una volta", conclude. Dimenticando che pure lui, con quella Rai, percepì cachet di centinaia di milioni di lire. Gli va riconosciuto che fu egli stesso a divulgarlo, in diretta televisiva.

da Sanremo, Rino Scarcelli

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