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Grecia, notte di scontri e proteste contro austerità

Il Parlamento ha approvato le riforme delle pensioni e della fiscalità per sbloccare una nuova tranche di aiuti internazionali

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 maggio 2016 - 13:07

Domenica sera, il Parlamento greco ha approvato le controverse riforme delle pensioni e della fiscalità necessarie a sbloccare una nuova tranche di aiuti internazionali.

Riforme contro cui migliaia di persone sono scese in piazza per tre giorni consecutivi. Anche nella notte, ci sono state proteste e scontri con la polizia.

Sono scesi in piazza per tre giorni consecutivi, mentre il Parlamento discuteva delle riforme, per manifestare tutta la loro preoccupazione. Tra Atene e Salonicco, sono 26mila le persone che ieri hanno espresso il loro malcontento.

Malcontento che domenica sera, nella capitale, è esploso ancor prima del voto dei deputati. Sulla piazza Syntagma, la folla è stata dispersa dai lacrimogeni delle forze dell'ordine, dopo che alcuni manifestanti avevano lanciato bombe molotov.

Protestare non è però bastato, perché grazie alla maggioranza -seppur risicata- della coalizione al Governo di Syriza e Greci indipendentisti le nuove misure di austerità con cui i greci dovranno convivere sono passate.

Ci saranno quindi una riduzione delle pensioni più alte e un aumento delle tasse. Riforme, queste, che s'inseriscono in un pacchetto più ampio concordato con Unione europea e Fondo monetario internazionale.

Il Parlamento greco non aveva altra scelta per sbloccare la seconda tranche del terzo piano di aiuti internazionali per 86 miliardi di euro.

Ma le logiche della politica non sono quelle della piazza, stanca dopo 6 anni di austerità di cui non vede la fine.

Tocca ora ai ministri delle finanze della zona euro, riuniti da lunedì mattina ad Atene, prendere decisioni sulla ristrutturazione del debito greco e scongiurare una nuova pericolosa crisi come quella dello scorso anno.

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