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La città di Wuhan fuori dall'isolamento

Allo scoccare della mezzanotte di mercoledì, le 18 di martedì in Svizzera, una prima automobile ha varcato dopo 76 giorni di isolamento il casello ovest di Wuhan, focolaio dell'epidemia di coronavirus. Sono almeno 65'000 le persone che lasceranno la città nel primo giorno di rimozione del lockdown istituito per contrastare la diffusione del Covid-19.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2020 - 13:10
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 08.04.2020)
Le precauzioni restano alte, ma migliaia di persone si sono messe in coda per lasciare la città: 55'000 lo faranno in treno, 10'000 in aereo. Keystone / Roman Pilipey

Escludendo il trasporto su strada, 55'000 persone prenderanno il treno e oltre 10'000 l'aereo: al Tianhe International Airport ci sono già più di 200 voli in entrata e in uscita. Sono esclusi, per ora, i collegamenti internazionali e quelli per Pechino. 
Chi andrà nella capitale, secondo i media locali, dovrà sottoporsi al test anti-Covid sia a Wuhan sia all'arrivo.

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Il lockdown di Wuhan, la città dalle 100 università e con 11 milioni di abitanti, era scattato il 23 gennaio scorso, con misure radicali per contenere la diffusione del contagio. Lo sblocco è arrivato quando i nuovi casi di coronavirus si sono azzerati, e al contempo la città e l'intera Cina non hanno riportato alcun decesso.

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Mentre a mezzanotte gli addetti rimuovevano i 75 check-point attorno alla città, e l'aeroporto internazionale totalmente disinfettato riapriva i suoi gate, è iniziata una vera e propria fuga.

Chi resta in città è invece uscito, anche soltanto per andare a mangiare un piatto di noodle, passando da uscite dei condomini non più controllate dagli agenti com'era stato per mesi.

Molti residenti avevano già ricominciato a lavorare da alcuni giorni e anche a uscire, seppur con molte precauzioni. Un'app scaricata sullo smartphone dà a ogni residente un codice QR sullo stato di salute, che funge da lasciapassare: se il giallo esprime un obbligo di quarantena e divieto di viaggiare, il verde certifica l'assenza di rischi e consente libertà di movimento (il rosso è invece un caso confermato di infezione da sottoporre a immediato trattamento medico).

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Tutto questo avviene senza abbassare la guardia: la leadership comunista di Pechino ha avvertito che il rischio è ora quello dei contagi di ritorno, importati dall'estero, e del contatto con soggetti positivi al virus ma asintomatici.

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