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Fallito golpe, Erdogan accusa l'ex alleato Gülen

La storia dei difficili rapporti tra i due leader turchi che hanno plasmato la Turchia dell'ultimo ventennio

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 luglio 2016 - 20:47

Dietro il fallito colpo di Stato militare sembra emergere il conflitto tra due personalità di spicco dell'attuale Turchia. L'uomo forte di Ankara, il presidente Recep Tayyip Erdogan ritiene infatti che l'imam Fethullah Gülen sia l'ideatore del controverso tentativo di golpe di venerdì scorso e ne chiede l'estradizione agli Stati Uniti.

Ma i due non sono sempre stati nemici e anzi tra gli alleati del partito AKP del presidente figurava oltre 10 anni fa anche l'importante movimento Hizmet di cui è riconosciuto leader proprio Fethullah Gülen. Entrambe le formazioni propugnavano l'affermazione di un islamismo moderato nella società laica turca e si schieravano su posizioni conservatrici e nazionaliste nello schieramento politico.

Ma nell'ultimo quinquennio l'imam non ha seguito la svolta autoritaria e islamista di Erdogan e del suo AKP (che si sono avvicinati ai Fratelli Musulmani) e le tensioni si sono accentuate. Dietro alle inchieste di corruzione del 2013 nei confronti di politici vicini a Erdogan c'è chi ha visto la mano di Gülen. E ora gli viene addirittura attribuito il fallito golpe. Ma il predicatore miliardario, di cui Ankara chiede l'estradizione, parla di golpe fasullo che Erdogan si sarebbe fatto da solo.

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