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Elezioni legislative L'estrema destra svedese avanza, ma meno del previsto

Al termine di una tornata elettorale combattuta, il futuro governo svedese è al momento un enigma: se si escludono accordi con l'estrema destra populista, il blocco di centrodestra e quello di centrosinistra si trovano in un testa a testa, entrambi attorno al 40%.

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La corsa alle urne si è incentrata essenzialmente su come frenare l'arrivo di nuovi stranieri (solo nel 2015 erano stati accolti più di 160'000 nuovi migranti, molti per un paese di 10 milioni di abitanti). Questo tema "forte" ovunque in Europa, è stato cavalcato abilmente dagli Svedesi Democratici. Il partito della destra radicale, euroscettica e anti-migranti, ha raggiunto il 17,6% con il 90% dei voti scrutinati. 

Chi vuole formare un governo "dovrà discutere con me", ha dichiarato il leader degli Svedesi Democratici Jimmie Åkesson.

(Keystone)

Un'avanzata consistente (+ 4,6% rispetto al 2014) ma meno importante di quanto atteso. Il primo partito resta quello dei Socialdemocratici con il 28,3%, che ha temperato la debacle che gli assegnavano i primi exit poll. I Moderati di centro-destra si attestano al 19,7%, seconda forza, mentre quel che appare certa è l'affermazione dei piccoli partiti.

In primis gli ex comunisti, Sinistra, che si sono aggiudicati l'8%. Bene anche il partito di centrodestra Centro, e i cristiano democratici che hanno incrementato di un terzo le preferenze del 2014.

Per creare un governo "servirà molta immaginazione"

Oltre alla questione molto sentita dell'immigrazione il futuro governo dovrà metter mano alle riforme che il paese si aspetta: dalla modernizzazione del sistema sanitario nazionale alle politiche sulla casa. 

Ma dato che nessuno dei grandi blocchi che dominano lo scacchiere politico ha ottenuto la maggioranza, per accontentare l'elettorato ai partiti tradizionali "servirà molta immaginazione", ha scritto il quotidiano Svenska Dagbladet.

"Solamente 30'000 voti separano i due blocchi e mercoledì verranno scrutinati i 200'000 degli svedesi all'estero", ha ricordato David Ahlin, dell'istituto di sondaggi Ipsos.

Dei compromessi con la destra populista di Jimmie Åkesson potrebbero quindi essere all'orizzonte, come lui stesso ha affermato. "Sarà chi capirà che si può discutere con me che avrà più facilità a creare un governo", ha dichiarato.

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tvsvizzera.it/Zz/afp/ats con RSI (TG del 10.09.2018)

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