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Donald Trump conquista la nomination repubblicana

Alla convention di Cleveland il magnate newyorchese ha raccolto il voto di 1574 delegati; discorso d'accettazione giovedì

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 luglio 2016 - 13:14

Negli Stati Uniti, Donald Trump ha strappato la nomination repubblicana per la presidenza. Alla Convention di Cleveland il tycoon newyorchese ha conquistato il voto di 1574 delegati, ben oltre la soglia dei 1237 necessari. Ora tutti i riflettori sono puntati sull'atteso discorso di accettazione che giovedì chiuderà la Convention.

"Ho l'onore di annunciarvi che con il voto di New York Donald Trump ha superato la quota di delegati necessari per la nomination". La Quicken Arena di Cleveland esplode in un boato. Stato dopo stato, il muro dei 1237 delegati è infranto. Ivanka e gli altri figli di Donald Trump si abbracciano commossi.

"È incredibile, surreale", esulta Ivanka. "Siamo così orgogliosi di nostro padre".

Ma le cicatrici della lunga battaglia delle primarie non si cancellano in un colpo. I delegati restano divisi.

"È la persona che ci vuole, perché sa parlare dei problemi della gente, sa comunicare", dice qualcuno. "Per me Trump è troppo radicale, troppo impulsivo. Io preferirei avere un candidato più moderato e ragionevole, nei toni e nelle posizioni", ribatte un altro delegato.

Voci dissonanti, specchio di un partito lacerato dall'outsider che ha trasformato in voti le paure di una buona fetta dell'elettorato repubblicano. Tocca allo speaker della Camera Paul Ryan - a lungo critico nei confronti di Trump - lanciare un appello a superare le divisioni.

"Cosa ne pensate, se lavoriamo tutti insieme per unire il nostro partito in questo momento cruciale in cui l'unita conta tutto?", chiede lo speaker repubblicano alla Camera Paul Ryan. "Attacchiamo insieme i nostri avversari, con la forza delle nostre idee."

Un'unità indispensabile per sconfiggere Hillary Clinton a novembre. Allora ecco la Quicken Arena trasformata in un medievale autodafe. Grande inquisitore, l'ex candidato Chris Christie.

"Ho una domanda per voi", dice il governatore New Jersey. "Hillary Clinton ha mentito agli Americani. Ha mentito mettendo a repentaglio la sicurezza nazionale. Colpevole o non colpevole?".

Colpevole, urla la folla. E poi "Lock her up", rinchiudetela. La caccia alla strega è lanciata.

"Ci vediamo giovedì", saluta Trump in collegamento da New York. Il giorno dell'atteso discorso di accettazione.

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