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Terza esecuzione capitale in tre giorni, Berna critica gli USA

Attivisti contro la pena capitale davanti al carcere di Terre Haute nell'Indiana Keystone / Tannen Maury

A poche ore dalla terza esecuzione capitale di competenza federale in tre giorni, il governo svizzero si esprime contro questo tipo di sanzione penale in vigore negli Stati Uniti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 luglio 2020 - 21:26
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 17.7.20209

"Deploriamo la decisione degli Usa di riprendere le esecuzioni federali dopo un'interruzione di 17 anni", ha scritto venerdì il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) su Twitter. Il via libera a tale pratica era stato dato a fine giugno dalla Corte suprema - mettendo così fine alla moratoria scattata nel 2003 - che ha deciso di non intervenire in merito al ricorso di quattro detenuti rinchiusi nel braccio della morte, che si erano opposti all'iniziativa di Washington.

Berna, che critica l'accelerazione impressa dall'Amministrazione Trump in questo ambito, fa sapere che respinge l'utilizzo delle esecuzioni capitali "in ogni circostanza" e si impegna per "un'abolizione a livello universale".

Nel penitenziario federale di Terre Haute (Indiana), teatro dal 1999 di tutte le iniezioni letali ordinate dal Governo, è il turno di Dustin Honken, 52 anni, spacciatore e omicida nel 1993 di cinque persone, tra cui due bambini, che attende dal 2005 nel braccio della morte il suo destino.

La prima condanna capitale è stata eseguita martedì nei confronti di Daniel Lee, un suprematista bianco ritenuto responsabile dello sterminio di una famiglia di ebrei in Arkansas. Ieri è toccato invece a Wesley Purkey, del Kansas, che era stato condannato per aver assassinato a martellate un'anziana disabile, oltre che per aver rapito, stuprato e ammazzato una 16enne, della quale ha poi smembrato e bruciato il corpo.

La reintroduzione del patibolo a livello federale è avvenuta nel 1988 ma era stato poi sospeso nel 2003. Ma in 28 Stati americani il boia non ha mai smesso di lavorare. Il reportage dagli Stati Uniti di Massimiliano Herber.  

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