diplomazie al lavoro Inizia tra i sorrisi il vertice Trump-Kim ad Hanoi

Stretta di mano ad Hanoi tra Donald Trump e Kim Jong-un

Stretta di mano ad Hanoi tra Donald Trump e Kim Jong-un

Keystone


Donald Trump e Kim Jong-un hanno dato avvio mercoledì sera ad Hanoi al loro secondo vertice in otto mesi con l’obiettivo dichiarato di giungere a un “buon risultato”.

A dispetto degli scarsi progressi conseguiti dopo lo storico incontro del 12 giugno a Singapore, il presidente USA sembra voler puntare sulla sua relazione personale con il giovane dittatore nordcoreano e su incentivi economici dopo 70 anni di aperta ostilità tra i due paesi. I due leader si sono stetti la mano e hanno brevemente sorriso davanti ai fotografi prima del colloquio durato una ventina di minuti all’Hotel Metropole della capitale vietnamita.

Kim Jong-un ha salutato la “decisione coraggiosa” di Donald Trump di aprire un dialogo con il suo paese. Da parte sua il presidente americano si è detto “soddisfatto” dell’evoluzione della situazione dal loro primo incontro, anche se ha riconosciuto che “alcuni vorrebbero che le cose andassero più rapidamente”.


A Singapore infatti i due capi di Stato si erano impegnati a lavorare per la denuclearizzazione totale della penisola coreana ma sono pochi i risultati concreti emersi dopo quell’evento. Domenica l’inquilino della Casa Bianca aveva affermato di non aver fretta di vedere Pyongyang rinunciare alle armi nucleari e che si accontenterebbe di una proroga della sospensione dei test nucleari nordcoreani.

Al termine del loro breve incontro i due leader hanno cenato assieme con i rispettivi ministri degli Esteri e giovedì avranno una serie di colloqui in una località non ancora conosciuta. Ma se dagli osservatori accreditati viene ritenuto poco probabile che Trump e Kim possano mettersi d’accordo sul bando totale delle armi nucleari nella regione, l’appuntamento vietnamita potrebbe almeno permettere loro di dichiarare la fine ufficiale delle ostilità tra le due Coree.


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