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De Watteville: banche svizzere penalizzate

Il caponegoziatore di Berna illustra il nuovo contesto in cui la Confederazione dovrà muoversi

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 febbraio 2014 - 21:54

L'accesso al mercato europeo rischia di diventare molto più difficile per le banche svizzere dopo l'accettazione, da parte del popolo svizzero, dell'iniziativa popolare contro l'immigrazione di massa lanciata dall'Unione democratica di centro. Lo sostiene il segretario di Stato alle questioni finanziarie internazionali Jacques de Watteville che ha illustrato oggi la situazione in cui si trovano le varie questione aperte che si trova ad affrontare la Svizzera.

Da una parte, infatti, la piazza finanziaria elvetica ha evidentemente bisogno di poter contare su investitori stranieri, dall'altra c'è il rischio che il settore bancario venga penalizzato all'interno del mercato europeo, nonostante i suo servizi concorrenziali. In particolare Berna, che ha già sostanzialmente aderito allo scambio automatico di informazioni secondo gli standard internazionali definiti dall'OCSE, non può più far valere la carta delle trattative in ambito fiscale.

Inoltre è tutto da decifrare il futuro dei negoziati bilaterali con l'Italia, che avrebbero dovuto concludersi entro maggio. In questo senso la presumibile mancata conferma da parte di Renzi del ministro Saccomanni all'Economia contribuisce a rendere ulteriormente incerto il quadro.

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