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Quasi 100 morti in due naufragi al largo della Libia

Si tratta di uno degli episodi più tragici avvenuti nel Mediterraneo nel 2020, scrive Msf. Keystone / Hussein Ben Mosa

Quasi 100 persone sono morte in due distinti naufragi in poche ore al largo delle coste libiche. Lo ha comunicato nella notte tra giovedì e venerdì l'ong Medici senza frontiere (Msf).

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 novembre 2020 - 13:45

I membri di msf stazionati a Sorman, nel nordest della Libia "hanno portato assistenza a tre donne, sole sopravvissute del primo naufragio" in cui sono morte 20 persone, ha indicato la ong sul suo conto twitter, precisando che le superstiti sono state soccorse da pescatori locali.

Poco prima, l'organizzazione aveva fatto stato di un altro naufragio dal bilancio ancora più pesante, avvenuto al largo della città di Homs, a 180 chilometri da Sorman. In questo caso i morti sono 74, 47 invece i superstiti.

Quanto successo in poche ore "è uno degli episodi più tragici avvenuti nel Mediterraneo quest'anno, scrive msf che critica i governi dell'Ue per "chiudere occhi e orecchie davanti a questo orrore bloccando in porto navi umanitarie".

La Libia continua a essere un importante porto di transito per i migranti, in gran parte africani, che tentano di raggiungere l'Europa. Dall'inizio del 2020, circa 11'000 persone sono state rinviate dall'Europa in questo Paese nel caos politico e umanitario, "con il rischio di esporle a violazioni dei diritti umani, detenzioni ingiustificate, abusi, al traffico di esseri umani e allo sfruttamento", denuncia l'Organizzazione internazionale dei migranti (Oim), collegata alle Nazioni Unite.

Continuano gli sbarchi in Italia

Gli sbarchi in Italia, intanto, non si fermano. Giovedì sono stati due i barconi approdati in territorio italiano: uno con 86 persone a bordo è stato intercettato e bloccato dalle motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza nelle acque antistanti a Lampedusa mentre una seconda imbarcazione, con circa 70 migranti di varia nazionalità a bordo, è riuscita ad arrivare direttamente a Cala Madonna.

L'hotspot sull'isola, nonostante gli sforzi per alleggerire le presenze con trasferimenti sulle navi quarantena e con traghetto di linea o motovedette, resta sovraffollato. Decine di minorenni hanno lasciato la struttura e sono stati imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle, ma nella struttura d'accoglienza restano oltre 600 persone, quando la capienza massima si aggira attorno ai 200 posti.

Il servizio del Telegiornale:

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tvsvizzera.it/Zz/afp/ansa con RSI (TG del 13.11.2020)

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