Corruzione e abuso di potere Formalizzate le accuse contro Netanyahu

Beyamin Netanyahu a un pulpito fa un gesto col braccio sinistro; dietro, bandiere israeliane

Il premier in un'immagine d'archivio.

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Benyamin Netanyahu è stato incriminato per corruzione, frode e abuso di potere. È la prima volta nella storia di Israele che accade a un primo ministro in carica. L'accusa, formalizzata dal Procuratore generale dello Stato, arriva in un momento delicatissimo per il Paese, che si avvia a nuove elezioni dopo due tornate elettorali che non hanno consentito la formazione di un governo.

Il premier l'ha immediatamente bollata in tv come un golpe della magistratura, un "tentativo di ribaltamento dei poteri". A destra sono molti i politici che gli manifestano sostegno: "Israele è uno stato di diritto e la presunzione di innocenza vale per ogni persona", ha ricordato il ministro degli esteri Israel Katz.

Il rivale Benny Gantz parla di un "giorno triste per lo Stato" e le opposizioni chiedono le dimissioni: i laburisti hanno in programma per venerdì pomeriggio una manifestazione davanti il quartier generale del Likud a Tel Aviv.

Le inchieste

Il premier è oggetto di tre inchieste distinte. Nella prima, il Caso 1000, è accusato di aver accettato regali per un valore di circa 200'000 franchi (soprattutto sigari e champagne) dai facoltosi imprenditori Arnon Milchan e James Packer, in cambio di favori.

Il Caso 2000 riguarda invece le intese con l'editore del quotidiano Yediot Ahronot, Arnon Mozes, per avere una copertura informativa benevola; Netanyahu avrebbe promesso una riduzione delle tirature di un giornale rivale. Per la vicenda, il procuratore generale Avichai Mandelblit ha incriminato anche Mozes.

La terza inchiesta, la più delicata (Caso 4000), è sui rapporti intercorsi tra il 2012 e il 2017 tra l'attuale premier, allora ministro delle comunicazioni, e il magnate delle tlc Shaul Elovitch, la cui compagnia Bezeq è proprietaria del sito di informazione Walla. Anche qui, si ipotizzano favori in cambio di una copertura giornalistica benevola per Netanyahu e la sua famiglia.

Le accuse

L'accusa più pesante, di corruzione, è in relazione al Caso 4000; quelle per frode e abuso di ufficio riguardano tutte e tre le indagini. L'incriminazione, ha sottolineato Mandelblit, è stata avanzata solo "in base a considerazioni legali e sulle prove. Nessuna altra considerazione mi ha influenzato". Netanyahu, naturalmente, "resta innocente fino alla sentenza di un tribunale".

Sulla carta, il premier rischia fino a 10 anni di carcere per la corruzione e fino a 3 per la frode.

Tuttavia non è detto, a norma di legge, che Netanyahu si troverà presto a fronteggiare un processo: potrebbe rivolgersi alla Knesset per invocare l'immunità parlamentare. 

Attualmente, non c'è nessun comitato parlamentare che possa decidere poiché manca una maggioranza di governo; se dopo nuove elezioni, con un nuovo governo, un comitato dovesse costituirsi e respingere la richiesta di immunità, una decisione formale potrebbe arrivare fino a maggio o giugno.

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