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Al via i negoziati di pace tra il governo afghano e i talebani

Il primo obiettivo di questi negoziati è un cessate il fuoco duraturo. Keystone / Stringer

Il Governo afghano e i talebani hanno iniziato sabato a Doha degli storici negoziati di pace in presenza del Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo. Le discussioni si preannunciano laboriose a cause delle profonde divergenze tra le due parti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 settembre 2020 - 13:57

I negoziati puntano a mettere fine a quasi due decenni di una guerra che ha ucciso decine di migliaia di militari e civili. Prima dell'inizio delle discussioni diversi paesi e organizzazioni hanno lanciato un appello per un immediato cessate il fuoco e il raggiungimento di un accordo che difenda i diritti delle donne.

Il governo del presidente Donald Trump ha espresso l'intenzione di utilizzare gli aiuti come leva per scrivere la parola fine al conflitto che più a lungo ha coinvolto gli Stati Uniti.

La cerimonia di apertura dei negoziati avviene all'indomani dell'anniversario degli attacchi dell'11 settembre 2001, attacchi che hanno dato il via al coinvolgimento americano in Afghanistan.

"La scelta del sistema politico è vostra", ha detto Pompeo. "Noi crediamo fermamente che proteggere i diritti di tutti gli afghani sia il miglior modo per porre fine alla violenza". L'americano ha anche sottolineato che la futura assistenza finanziaria di Washington dipenderà dalle scelte che verranno prese.

Il capo negoziatore afghano Abdullah Abdullah ha sottolineato che anche se le due parti non sono d'accordo su determinati punti, andranno trovati dei compromessi.

Il leader talebano Mullah Baradar, dal canto suo, ha detto che l'Afghanistan deve "avere un sistema islamico in cui tutte le etnie e gruppi del Paese possano vivere senza discriminazioni".

Secondo gli analisti, il fatto stesso che le due parti si siano sedute allo stesso tavolo è già un grande successo, ma ottenere la pace in un paese dove si sta assistendo a un nuovo incremento delle violenze non sarà per niente facile.

In particolare bisognerà capire in che modo potranno essere inclusi gli stessi talebani, che hanno rifiutato la legittimità del governo appoggiato dagli Stati uniti, e come proteggere i diritti delle donne e delle minoranze.

Il servizio del TG:

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tvsvizzear.it/Zz/reuters con RSI (TG del 12.09.2020)


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