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Ciancimino non riavrà il tesoro

Massimo Ciancimino keystone

La Procura federale confisca i soldi bloccati a Lugano e apre un procedimento contro il figlio Massimo

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2014 - 16:24

I soldi di Vito Ciancimino sono confiscati. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha effettuato il sequestro definitivo dei 5 milioni di euro (6,4 milioni di franchi) appartenenti all'ex sindaco di Palermo e depositati in banche svizzere. La giustizia elvetica ha parallelamente avviato una procedura contro il figlio Massimo.

L'inchiesta in Svizzera per riciclaggio e falsità in documenti risale al 2005. Gli averi erano stati sequestrati. Il Tribunale penale federale aveva respinto i ricorsi dei titolari dei conti, che non avevano impugnato la decisione, ora definitiva. Resta aperta la questione della ripartizione. L'Italia vuole il "tesoro dei Ciancimino". La Svizzera negozierà con le autorità italiane, ma si dovrebbe giungere ad una divisione in parti uguali.

Ciancimino junior (Massimo) era stato accusato nel 2005 di aver falsificato degli atti sui legami con la malavita organizzata. Nell'aprile 2011 Massimo Ciancimini fu arrestato e nell'ottobre 2011 la Corte di cassazione lo aveva condannato a due anni e 10 mesi di carcere. Come spiegato dalla portavoce del MPC Jeanette Balmer un procedimento penale contro di lui e gli altri accusati in Italia è stato aperto anche in Svizzera.

Red. MM/ATS

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