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Calais, il muro è in costruzione

Obiettivo è impedire ai migranti della 'giungla' di accedere alla strada per l'Eurotunnel e nascondersi sui camion diretti in Gran Bretagna

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2016 - 21:58

A Calais, è cominciata martedì la costruzione del muro che Parigi ha deciso di realizzare per impedire ai migranti di accedere alla strada e nascondersi sui camion diretti in Gran Bretagna.

L'obiettivo è isolare l'accesso al tunnel della Manica dal campo profughi di Calais, dove stando alle organizzazioni umanitarie si accalcano ormai 10 mila persone.

Il muro sarà interamente pagato da Londra.

La costruzione del muro - alto quattro metri - è cominciata martedì. Il manufatto sorgerà ai lati dell'autostrada che conduce al porto. Il cantiere dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno. Obbiettivo è evitare il ripetersi di scene come queste. Gruppi di migranti che fermano i mezzi pesanti e tentano di nascondersi al loro interno prima che raggiungano la stazione di imbarco per la Gran Bretagna. I camionisti sono soddisfatti:

"Il muro è necessario. Da tempo chiediamo maggiore sicurezza. Per i camionisti, per i veicoli e per il carico che i clienti ci affidano".

Il muro sarà un prolungamento di questa recinzione [cfr. video], allestita un anno fa. Avrebbe dovuto impedire ai migranti di salire sui camion diretti al di là della Manica e - nelle intenzioni del governo francese - scoraggiare l'afflusso di immigrati a Calais. Ma è successo esattamente il contrario.

Ora il ministero degli interni intende smantellare al più presto il campo conosciuto come 'la giungla' e ha promesso che le diecimila persone che lo abitano saranno trasferite in centri di accoglienza sparsi per la Francia. Un progetto che piace alle organizzazioni umanitarie.

"Condizione per smantellare il campo è che chi ci abita trovi una sistemazione", dice Christian Salomé, dell'associazione Auberge des migrants. "Spostare questa gente nel centro di Calais o lungo le autostrade non risolverebbe la questione."

Anche le autorità cittadine auspicano la chiusura della giungla. Ma la sindaca ritiene uno spreco di denaro la contemporanea costruzione del muro.

"Se veramente il Ministero dell'interno intende chiudere il campo allora il muro non serve a niente".

Il muro sarà lungo un chilometro. Sarà dotato di telecamere e avrà pareti lisce per evitare che possa essere scalato. Costo dell'operazione: tre milioni e duecentomila euro. Interamente pagati dal Regno Unito.

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