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Brexit, non piace la bozza d’accordo Ue-Regno Unito

Secondo molti analisti, la proposta di Tusk lascia immutati e irrisolti i problemi all’origine dei difficili rapporti tra Londra e il resto d’Europa

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Nonostante i toni trionfalistici usati dal Premier Cameron, che rivendica i significativi cambiamenti nei rapporti con Bruxelles, nel Regno Unito non è piaciuta la bozza presentata martedì dal presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.

Secondo la maggior parte degli analisti, e non solo euroscettici, si è trattato di un finto accordo, che lascia immutati e irrisolti i problemi che sono all’origine dei difficili rapporti tra Londra e il resto d’Europa. Per Cameron si annunciano mesi difficili in vista del referendum Brexit.

Il giorno dopo la bozza presentata da Donald Tusk per un nuovo accordo con l’Europa, David Cameron è un Primo ministro isolato e accerchiato. Investito da una tempesta di critiche, anche feroci, che lo hanno bersagliato fin dal risveglio mattutino.

Il “sostanziale cambiamento” rivendicato dal Premier non trova riscontro sui quotidiani britannici, unanimi nel bocciare senza appello l’esito della trattativa con l’Unione.

Una grande delusione per alcuni. Uno scherzo per altri. Comunque un azzardo, che non convince anche il sindaco di Londra Boris Johnson, possibile successore di Cameron a Downing Street: “Il Primo ministro sta giocando una partita molto difficile con grandi capacità. Ma non ritengo che il sistema del cartellino rosso sia sufficiente. Ho molti dubbi e vorrei vedere maggiori progressi”.

Scontati e puntuali, non si sono fatti attendere i giudizi negativi di chi, al referendum Brexit, voterà per l’addio a Bruxelles. “Non c’è alcuna novità nelle proposte del Primo ministro”, dichiara Richard Tice, cofondatore di ‘Leave EU’. “Parla di un’Europa riformata, ma la verità è che non c’è alcuna riforma. Ma solo la riaffermazione dello status quo”.

Pragmatico e realista, Cameron in aula ha difeso il suo negoziato come “il miglior accordo possibile”. Ma ha dovuto fronteggiare l’opposizione anche di parte del suo stesso partito. Di quei 100 deputati dichiaratamente euroscettici, che gli rimproverano la palese discrepanza tra le richieste iniziali e i risultati ottenuti.

“Come avrà capito il nostro onorevole amico”, dice Christopher Chope, deputato Tory, “l’unico modo che abbiamo per tornare a controllare le nostre frontiere è uscire dall’Europa”

Se i negoziati con Bruxelles sono stati difficili, e incerto resta l’esito delle consultazioni con gli altri 27 stati membri, oggi Cameron ha incontrato l’avversario più duro, la tradizionale ostilità britannica ad ogni compromesso con l’Unione.

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