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Borse, il 2016 comincia male

Tokyo ha chiuso a -3%, mentre a Shanghai e Shenzhen le contrattazioni sono state sospese dopo un -7%; in negativo anche i listini europei

Il 2016 parte molto male per i mercati azionari, soprattutto quelli orientali: Tokyo ha chiuso a -3%, mentre in Cina le contrattazioni sono state sospese quando gli indici a Shenzhen e a Shanghai hanno toccato -7%. Una doccia fredda che si è abbattuta anche sulle borse europee, tutte in territorio negativo.

A Tokyo si è voluta festeggiare la riapertura della borsa, ma alla chiusura delle contrattazioni ci si è ritrovati con un forte mal di testa. A nulla è valso l'ottimismo del premier nipponico, che nella sua conferenza stampa di inizio anno ha annunciato che il Giappone non è più in deflazione e la sua economia è su un deciso sentiero di ripresa. L'indice Nikkei ha chiuso comunque con un ribasso del 3,06%.

È andata ancora peggio in Cina: a Shanghai e Shenzhen le contrattazioni sono state interrotte prima della chiusura, quando gli indici hanno ceduto il 7%. Il meccanismo che prevede la sospensione degli scambi per il resto della giornata quando il mercato cala di questa percentuale erano entrati in vigore proprio oggi. Un crollo dovuto soprattutto a tre fattori: il primo è il rallentamento dell'industria manifatturiera: l'indice PMI di dicembre è sceso a 48,2 punti dai 48,6 segnati a novembre. Un segnale d'allarme per i mercati cinesi, perché quando questo indice scende sotto i 50 punti significa che l'economia è in contrazione. Altro fattore che ha portato alla brusca frenata del mercato cinese è il divieto di vendere titoli imposto ai grandi azionisti delle società quotate durante la crisi finanziaria della scorsa estate. Infine, la rottura delle relazioni diplomatiche tra Arabia Saudita e Iran ha portato gli investitori internazionali a non voler rischiare: si sono così rialzate le quotazioni di petrolio, oro, franco e yen.

Una discesa, quella delle borse asiatiche, che ha fatto partire in forte calo anche le borse europee: Francoforte è sotto di oltre il 3%, Parigi è attorno al -2% come Milano, Londra e Zurigo.

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