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Berlusconi a processo per la compravendita di senatori

tvsvizzera

Respinte le eccezioni della difesa e processo rinviato a domani

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 febbraio 2014 - 15:39

Si è svolta quest'oggi, nell'aula 110 del palazzo di giustizia di Napoli, la prima udienza del processo a carico di Silvio Berlusconi per la presunta compravendita di senatori con l'obiettivo di far cadere il governo Prodi, tra il 2006 e il 2008. Giornata che si è conclusa con un rinvio a domani e la dichiarazione di contumacia per il Cavaliere.

L'accusa nei confronti di Berlusconi è quella di aver versato oltre 3 milioni di euro all'ex senatore Sergio De Gregorio, prima eletto con l'Italia dei Valori e poi passato a Forza Italia, il quale ha ammesso di essersi "venduto" quando era presidente della commissione Difesa di Palazzo Madama e di aver poi accettato altri soldi per passare con gli azzurri.

L'eccezione dei due avvocati del Cavaliere, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, si è basata sul fatto che la notifica dell'udienza del loro assistito sia stata recapitata ad Arcore e non a palazzo Grazioli, dove di recente il Cavaliere ha trasferito la sua residenza. Inoltre, - aggiungono - l'atto è stato consegnato nelle mani di Marinella Brambilla, segretaria di Berlusconi.

Pronta la replica di Di Pietro, in aula in qualità di avvocato difensore per l'IdV, parte civile nel processo, per il quale c'è stato, al contrario, un eccesso di notifiche. Durante la pausa dell'udienza in camera di consiglio per decidere sulle eccezioni avanzate dalla difesa, l'ex magistrato di "Mani Pulite" ha commentato ai microfoni dei cronisti: "sono solo un espediente per arrivare prima alla prescrizione".

Il Tribunale di Napoli, a fine giornata, ha respinto le eccezioni sollevate dalla difesa per le notifiche nel processo, ritenendo il soggetto regolarmente avvisato e dichiarando l'ex Presidente del Consiglio contumace.

L'udienza di domani sarà dedicata alla costituzione delle parti civili, tra cui quella del Senato.

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