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Aumentano i morti in Nepal

Le autorità parlano di oltre 2500 morti e oltre seimila feriti. Con una tragedia nella tragedia: sull'Everest ci sarebbero almeno duecento alpinisti dispersi, e 22 sono le salme già rinvenute nel campo base

È scattato un dispositivo d'emergenza imponente verso le regioni Himalayane colpite ieri dal sisma. I soccorsi internazionali stanno arrivando soprattutto in Nepal dove mancano mezzi per lo sgombero delle macerie e dove continua inesorabile a salire il numero delle vittime: adesso le autorità parlano di oltre 2500 morti e oltre 6000 feriti. Con una tragedia nella tragedia: sull'Everest ci sarebbero almeno 200 alpinisti dispersi, e 22 sono le salme già rinvenute nel campo base.

La RSI ha raggiunto una ragazza ticinese, Yasmin Zanini, che è stata sorpresa dal sisma a Kathamndu dove si trova per un programma di volontariato internazionale. La sua associazione si occupa di bambini orfani e anziani e adesso proprio per loro sono le maggiori preoccupazioni.

Davanti a questo scenario si sta mettendo in moto la macchina degli aiuti internazionali, a cominciare da quella Svizzera. Questa mattina una squadra di sei esperti del Corpo svizzero d'aiuto umanitario è partita alla volta del Nepal a bordo di un velivolo della REGA. Obiettivo è valutare i bisogni più urgenti nella zona devastata dal sisma.

Oltre all'aiuto svizzero, il terremoto nepalese ha ovviamente mobilitato la solidarietà mondiale. Dopo Cina e India, anche per vicinanza geografica le prime a intervenire, hanno già inviato uomini e beni di prima necessità Stati Uniti, Giappone e Germania.

Anche se i terremoti non si possono prevedere, gli esperti hanno sempre saputo che il Nepal era fortemente esposto al rischio di un violento terremoto. Il paese infatti sorge sul punto di collisione della placca indiana e di quella euroasiatica. I colleghi della televisione tedesca sono andati al servizio sismico del Politecnico di Zurigo.

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