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Attentato Istanbul, 13 arresti in blitz di polizia

Dopo l'attacco di martedì all'aeoporto, le forze dell'ordine turche hanno compiuto diversi raid, anche sulla costa Egea

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Dopo l’attentato di martedì sera all’aeroporto di Istanbul, le forze dell’ordine turche hanno compiuto diversi raid. Oltre una decina le persone fermate, alcune delle quali sarebbero in qualche modo collegate all’attacco allo scalo turco che ha ucciso 42 persone e ne ha ferite più di 230.

Sedici operazioni nella sola Istanbul, tutte condotte giovedì mattina. Tredici le persone arrestate, tra cui 3 stranieri, non si sa se e in quale misura coinvolte nell’attentato di martedì sera. Diversi raid sono stati eseguiti anche in 4 quartieri di Izmir, sulla costa Egea: 9 le persone arrestate. In quest’ultimo caso, nelle abitazioni perquisite sono stati trovati 3 fucili e diversi documenti che li legherebbero allo Stato Islamico in Siria.

L’organizzazione terrorista sarebbe responsabile dell’attacco all’aeroporto, anche se non lo ha rivendicato e potrebbe non farlo mai, sostengono gli esperti, perché di rado ha voluto mettere la sua firma ad attentati condotti sul suolo turco. Eppure, per le autorità turche e anche per il direttore della CIA John Brennan, tutti gli elementi portano a pensare che sia stato condotto dall’Isis. C’è la dinamica – così simile a quella dell’attacco all’aeroporto di Bruxelles del 23 marzo scorso – e soprattutto c’è la voglia di punire la Turchia, sempre più attiva nella lotta all’Isis.

Se in passato Ankara lasciava passare i militanti diretti in Siria o in altri Paesi per unirsi alle truppe del Califfato, ora ha chiuso i suoi confini e si è avvicinata alla NATO. In più, ha concesso agli Stati Uniti l’uso della base di Incirlik, da dove partono raid aerei contro le forte dell’Isis in Siria ed Iraq.Una collaborazione che la Turchia si ritroverebbe così a pagare con decine di vittime.

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