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Atletica, Russia accusata di doping di Stato

L'Agenzia mondiale anti-doping raccomanda di sospendere da tutte le competizioni i russi; Mosca si dice vittima di un attacco politico

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 novembre 2015 - 21:53

L'Agenzia mondiale anti-doping WADA ha raccomandato di sospendere da tutte le competizioni gli atleti russi, accusati di aver assunto per anni sostanze proibite in modo sistematico. Sotto accusa anche il governo e i servizi segreti del Paese.

Il rapporto di 323 pagine, presentato lunedì a Ginevra dalla Commissione d'inchiesta, tratteggia un sistema di doping di Stat: atleti spinti a doparsi, migliaia di provette distrutte, di soldi versati per nascondere esami positivi.

Dalla Russia non si sono fatte attendere le reazioni. L'agenzia medico-biologica, che si occupa dei test sugli atleti, ha respinto le accuse e parlato di una campagna diffamatoria "politica", legata a questioni come l'annessione della Crimea alla Russia e il conflitto nell'est dell'Ucraina.

La Federazione di atletica invece ha accusato la WADA di non averla mai contattata mentre indagava e di non averle mai mostrato alcuna prova dei presunti abusi.

Da parte sua, il presidente della Federazione internazionale di atletica ha detto che la Federazione russa ha tempo solo fino alla fine di questa settimana per difendersi dalle accuse. Poi saranno presi dei provvedimenti.

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