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Arte in fuga tra Roma, Lugano e New York

I "segreti" dei trafficanti di opere d'arte che attraversano la Svizzera. La Rsi entra nei caveaux dei carabinieri a Roma, tra i tesori sequestrati

"Le nostre attività investigative dimostrano che la Svizzera è un centro focale importantissimo, soprattutto un punto di transito nelle rotte internazionali del traffico di beni culturali", così ai microfoni di tvsvizzera.it il tenente colonnello dei carabinieri Antonio Coppola, comandante del reparto operativo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Roma, in prima fila nel contrastare un fenomeno con numeri da capogiro.

Qualche esempio: se per il cosiddetto "tesoro di Basilea" - 5'000 reperti archeologici recuperati a gennaio 2015 dai carabinieri, in collaborazione con la polizia di Ginevra e Basilea - gli esperti parlano di un valore di circa 50 milioni di euro, il "Ritratto di Isabella d'Este", attribuito a Leonardo da Vinci, trovato a febbraio 2015 nel caveau di un istituto fiduciario elvetico con sede a Lugano, stava per passare di mano per 150 milioni di euro. E i sequestri continuano. Nei caveau del comando dei carabinieri della capitale italiana, il tenente colonnello Coppola, ha mostrato in esclusiva alle telecamere di tvsvizzera.it uno degli ultimi dipinti intercettati a Lugano, una veduta di Roma di Giovanni Paolo Pannini (1691-1765). Il valore? Circa un milione e mezzo di euro.

Il racconto in tre episodi

I trafficanti usano gli "spalloni" per attraversare il confine. "Sanno di poter nascondere le opere trafugate in posti sicuri come i punti franchi (che in Italia non esistono) o nelle sedi di qualche importante istituto di credito, con "spazi" che non troverebbero nel nostro paese. Con un duplice vantaggio: poter mostrare direttamente all'acquirente il bene e condurre in tutta tranquillità le operazioni di mediazione", spiega il comandante Coppola.

Nel servizio inziale abbiamo visto il ruolo della Svizzera. Lugano, Basilea e anche Zurigo sono snodi cruciali per il traffico di opere d'arte, che poi prendono la strada della Germania, dell'Austria della Spagna. "In molti casi l'Inghilterra assume un ruolo fondamentale, anche per la sua grande tradizione nel campo del commercio – dichiara il tenente colonnello -. Altre rotte portano verso i paesi emergenti dell'est europeo, gli Emirati Arabi, Dubai, il Giappone. La destinazione principale dei beni illecitamente sottratti, però, continuano a essere gli Stati Uniti".

La destinazione finale: USA

"Dal centro-sud Italia il traffico principale è quello dei beni archeologici, mentre dal nord partono soprattutto opere di arte contemporanea. Le più grandi gallerie si trovano a Milano, vicinissime alla Svizzera - dice il comandante Coppola, sottolineando che non sempre le istituzioni museali internazionali hanno dimostrato buona fede o hanno posto la giusta attenzione nel verificare la provenienza illegale dell'opera d'arte acquisita. E' il caso del Getty Museum, negli Stati Uniti".

Il traffico di opere d'arte non deve essere sottovalutato, conclude Coppola. "È tra le principali fonti di reddito per la criminalità organizzata, subito dopo il contrabbando di armi e droga. E le opere d'arte vengono usate dalle mafie sempre più spesso come forma di finanziamento e riciclaggio".

Il ruolo dei musei

Speciale arte in fuga

Al tema del traffico di arte tra l'Italia e la Svizzera - dossier curato da Massimiliano Angeli - dedichiamo nei prossimi giorni altre tre puntate:

2a puntata, L'arte capta
Sabato 4 aprile 2015
La caccia delle guardie di confine svizzeri agli sciami di "spalloni" sfruttati dai trafficanti. Astuzie, trucchi e manette. Intervista al comandante delle guardie di confine della Regione IV, Mauro Antonini.

3a puntata, Falsi d'autore
Lunedì 6 aprile 2015
I numeri da capogiro delle opere contraffatte. Il ruolo degli insospettabili: gallerie e musei. I carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale spiegano come evitare le truffe.

4a puntata, Il falsario "sincero"
Sabato 11 aprile 2015
Ha iniziato a dipingere falsi per vendetta, oggi è uno degli artisti italiani più apprezzati del mondo e sono molti i vip che non lo denuncerebbero mai. Lui si definisce il più onesto dei ladri. Dopo aver visto l'intervista a Daniele Dondè, comincerete a osservare più attentamente anche i quadri dei musei.

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