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Sudafrica, 30 anni fa Nelson Mandela usciva dal carcere

Trent'anni fa, Nelson Mandela è rilasciato dopo 27 anni di carcere. Quasi istantaneamente, infiamma gli animi del Sudafrica e del mondo per porre fine al brutale regime di oppressione razziale dell'apartheid. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 febbraio 2020 - 21:41
tvsvizzera.it/Zz/ap con RSI (TG del 11.02.2020)
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È l'11 febbraio del 1990, il 71enne Nelson Mandela alza il pugno davanti alle porte del carcere Victor Vester. Con questo gesto è subito chiaro che avrebbe continuato a lottare per porre fine all'apartheid.

Il suo rilascio è l'occasione per molti sudafricani di vedere Mandela per la prima volta, nonostante il suo nome fosse da tempo sinonimo di lotta all'apartheid. Durante la prigionia, la pubblicazione di sue foto o di suoi discorsi era infatti vietata. D'un tratto tutto cambia, e Mandela è dovunque.

Poche ore dopo essere uscito di prigione, davanti al municipio di Cape Town, si rivolge alla folla che saluta "in nome della pace, della democrazia e della libertà per tutti". Le sue parole in questa occasione saranno ricordate come "il discorso che diede vita a una nazione".  

Solo quattro anni più tardi, Mandela diventa presidente del Sudafrica durante le prime elezioni aperte a tutti. Sotto la sua guida il paese intraprende la via che decreta la fine di decenni di divisioni e discriminazioni imposte con la violenza.

Una folla oceanica si reca allo stadio di Soweto per ascoltare le parole di Mandela due giorni dopo il suo rilascio. Keystone / Udo Weitz

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Durante la presidenza di Mandela, il Sudafrica si dota di una Costituzione che viene universalmente lodata per l'importanza data alla parità di diritti. È anche la prima Carta fondamentale che difende esplicitamente i diritti degli omosessuali.

È poi istituito un Tribunale straordinario (la Truth and Reconciliation Commission) che avrà il duro e doloroso compito di portare alla luce i soprusi commessi durante l'apartheid, di risarcire le vittime e tentare di farle riconciliare con chi invece, in seno al regime, i soprusi li aveva commessi.

Nonostante gli enormi traguardi raggiunti per porre fine alle discriminazioni, che sono valsi a Mandela il premio Nobel per la pace, ancora oggi il Sudafrica è confrontato con seri problemi, eredità dell'apartheid.

"L'Ineguaglianza, specialmente quella definita dalla razza e dal sesso resta tra le più alte al mondo", si è rammaricato l'attuale presidente Cyril Ramaphosa. "La violenza, inclusa quella nei confronti delle donne, continua a devastare le nostre comunità". Mandela resta ancora un esempio da seguire, ha detto.

Una delle principali problematiche ancora attuali in Sudafrica è la distribuzione dei terreni agricoli. Approfondiamo la questione in questo servizio della Radiotelevisione svizzera:

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