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Amnesty: la Turchia rimpatria profughi siriani

Ankara ne avrebbe ricondotti in Siria a migliaia, infrangendo le leggi internazionali; l'accordo con Bruxelles sarà operativo da lunedì

A pochi giorni dal via operativo dell'accordo tra Ankara e Bruxelles sulla riammissione dei rifugiati, e mentre il parlamento greco discute le modalità di rinvio dei migranti sbarcati, Amnesty International denuncia: la Turchia ha rimpatriato migliaia di profughi in Siria, infrangendo le leggi internazionali.

Già subito dopo la firma dell'accordo tra Ankara e Bruxelles sul rimpatrio forzato dei profughi, numerose associazioni umanitarie si erano dette molto preoccupate. La Turchia non sarebbe stata in grado di garantire la protezione, dicevano.

Oggi, venerdì, Amnesty pubblica un preoccupante rapporto, e denuncia: da metà gennaio la Turchia ha rimpatriato con la forza circa 100 rifugiati siriani al giorno, tra cui anche donne e bambini. Il documento si basa su numerose testimonianze raccolte sul posto, e rincara la dose della scorsa settimana quando si parlava di almeno trenta profughi afgani rispediti nelle mani dei talebani.

Rimpatri illegali secondo la lege turca, europea e internazionale, ma intanto l'Unione europea va avanti. Lunedì prenderà il via operativo l'accordo turco-europeo, e cominceranno i primi rinvii dalla Grecia, dove sono bloccati circa 50mila rifugiati.

Proprio in queste ore ad Atene il parlamento sta discutendo la proposta del governo in questo senso, che prevede tra l'altro la possibilità per i profughi di fare ricorso e chiedere una nuova decisione entro due settimane.

Fonti della Commisione europea citate dalla stampa greca auspicano che un primo gruppo di 500 profughi sia rimpatriato lunedì. Ma il governo greco fa sapere: questo è un obiettivo ancora troppo ambizioso.

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