Navigation

250 milioni di euro per il Libano

Gli aiuti devono però arrivare direttamente alla popolazione: nessuno dei donatori era intenzionato a firmare un assegno in bianco. Gli aiuti saranno quindi gestiti direttamente dall’Onu. Keystone / Nabil Mounzer

Duecentocinquanta milioni di euro: è quanto verrà stanziato al Libano per aiutarlo a rialzarsi dalla crisi in cui è piombato dopo le devastanti esplosioni avvenute a Beirut, il quattro agosto. La somma è stata decisa domenica da 30 leader e rappresentanti di istituzioni internazionali, riuniti in una videoconferenza sostenuta dall’Onu.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 agosto 2020 - 08:40

Gli aiuti, e stato chiarito durante la riunione, devono però arrivare direttamente alla popolazione: il Libano è infatti alle prese da tempo con una crisi economica e politica e nessuno dei donatori era intenzionato a firmare un assegno in bianco. Gli aiuti saranno quindi gestiti direttamente dall’Onu, per il tramite delle sue agenzie.

Macron, che ha fortemente voluto questo incontro, e colleghi hanno pure ribadito la necessità di avviare un’inchiesta indipendente su quanto successo al porto di Beirut, dove migliaia di tonnellate di nitrato di ammonio, stoccate senza misure di sicurezza, sono saltate in aria, provocando oltre 150 morti (sono ancora numerosi i dispersi) e distrutto centinaia di edifici, non solo nell’area a ridosso delle deflagrazioni. Il presidente libanese Michel Aoun si è però detto contrario a questa eventualità.

Sul tema ecco il servizio del Tg:

Contenuto esterno


Nelle ore precedenti la conferenza lo staff di Macron aveva mantenuto il massimo riserbo sull'obiettivo da raggiungere, ma nel corso della giornata si sono susseguiti gli annunci sulle donazioni dei singoli Paesi: 63 milioni dalla Commissione europea, 50 milioni dalla Francia, 20 dalla Germania, poco più dalla Gran Bretagna. Un totale di 250 milioni di euro per la ricostruzione di Beirut che, secondo gli economisti, spazzerà via il 25% del Pil. Una cifra più alta di quei 117 milioni di dollari stimati necessari dalle Nazioni Unite subito per rimettere in sesto ospedali, infrastrutture e case distrutte.

Aiuti anche dalla Svizzera

La Svizzera ha annunciato un contributo di almeno 4 milioni di franchi per sostenere direttamente la popolazione libanese colpita dalla devastante esplosione al porto di Beirut. Questi aiuti andranno in particolare a favore delle classi più vulnerabili.

La Svizzera, già prima della tragica esplosione al porto di Beirut, era uno dei Paesi donatori più importanti del Libano. Ora non intende abbandonare il Paese al suo destino.

Berna ha già inviato in Libano squadre specializzate nell'aiuto umanitario. Due team di esperti in ingegneria e architettura, uno di specialisti in materie pericolose e una squadra di esperti del settore medico sono già sul terreno. Lavorano in stretta coordinazione con i partner libanesi ed internazionali.

Le proteste non si placano

Nel frattempo, non si placano le proteste della popolazione libanese, con Beirut come principale luogo delle contestazioni, dove anche domenica migliaia di persone sono scese in strada per gridare la loro rabbia nei confronti delle istituzioni. Sabato, nel corso delle contestazioni, oltre 250 persone sono rimaste ferite e un agente di polizia ha perso la vita.

Il premier Hassan Diab ha già annunciato che lunedì, durante il Consiglio dei ministri, proporrà elezioni anticipate da indire nell’arco dei prossimi due mesi.

Gli scontri di domenica nel servizio del Tg:

Contenuto esterno


tvsvizzera.it/fra con RSI

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.