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Adoboli: "bancari ancora disposti a tutto"

Parla l'ex trader di UBS, protagonista nel 2012 della più grande frode finanziaria nella storia britannica

Ha parlato per la prima volta dopo la sua scarcerazione Kweku Adoboli, l'ex trader di UBS protagonista nel 2012 della più grande frode finanziaria nella storia britannica.

Secondo il controverso bancario, intervistato dalla BBC, manovre speculative orientate al profitto sono tuttora imperanti nel settore, dove i suoi ormai ex colleghi sono ancora disposti a tutto pur di soddisfare le aspettative delle banche.

A lanciare l'allarme è un ex trader, responsabile della più grande frode finanziaria della storia britannica. Una serie di operazioni di trading non autorizzate, che cinque anni fa erano costate a UBS una perdita di oltre 2,2 miliardi di franchi.

Spregiudicatezza, ricerca ossessiva del massimo profitto, pressioni ambientali, mancanza di controlli. Un mix esplosivo che è valso una condanna a sette anni di reclusione a Kweku Adoboli, all'epoca dipendente della banca svizzera negli uffici di Londra.

Dopo aver scontato la metà della pena, l'anno scorso Adoboli è stato rilasciato, e domenica -per la prima volta da quando è diventato, suo malgrado, il simbolo di tutte le distorsioni ed esasperazioni del sistema finanziario- ha rilasciato un'intervista alla BBC.

L'occasione per scusarsi, una volta di più, per gli errori commessi, ma soprattutto per denunciare la persistenza di quella cultura del profitto, ad ogni costo, all'origine -secondo l'ex trader- della gigantesca truffa da lui orchestrata.

La lezione non sembra dunque essere servita: le pressioni, così come le aspettative, all'interno delle banche d'investimento sono le stesse di allora, finendo per creare i presupposti per prendere sempre più rischi, anche violando le regole.

Ma la vocazione arrembante della finanza speculativa non cambia, e forse non cambierà mai. Una tentazione ancor più urgente oggi, dal momento che il settore finanziario è diventato meno redditizio, e generare utili risulta più difficile.

Nonostante le molteplici crisi e scandali bancari, solo pochi alti dirigenti -sottolinea Adoboli- sono stati incriminati, e nessuno mai è finito in carcere.Un'implicita assoluzione del sistema bancario, del suo modo di operare, che non scongiura il ripetersi di nuovi frodi, identiche a quella di chi oggi si professa pentito e preoccupato per il futuro della City.

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