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"Il nemico è l'ideologia"

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Il Presidente del consiglio italiano Matteo Renzi punta il dito contro le ideologie del terrore nell'intervento di chiusura del semestre italiano dell'Ue a Strasburgo

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 gennaio 2015 - 16:08

Nell'indifferenza più totale, Matteo Renzi ha chiuso con un discorso, incentrato inizialmente sull'attentato alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, il semestre italiano alla testa dell'Unione europea.

Il nemico non è la religioni ma le ideologie

"Oggi L'Ue ha il compito di identificare il nemico, ha dichiarato Matteo Renzi. Perché un nemico c'è e guai a chi finge di non sapere che ci sia. Ma invito quelli che dicono che il nemico è la religione a rileggere un grandissimo discorso fatto dal presidente egiziano, al Sisi: il nemico non è la religione ma quell'ideologia che punta a uccidere". Parlando degli attacchi di Parigi, Renzi ha spiegato come "il rischio che abbiamo non è non vedere il nemico ma che la paura ci possa immobilizzare, bloccare".

L'Europa deve cambiare

Parlando poi della crisi che sta attanagliando l'Europa, Matteo Renzi ha dichiarato "...o l'Europa cambia marcia nell'economia o diventeremo fanalino coda di un mondo che cambia rapidamente". Ma il premier italiano non è pessimista: "a nostro giudizio - ha aggiunti infatti - stiamo andando nella giusta direzione, ma dobbiamo fare di più. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, a credere nell'investimento sulla flessibilità".

La polemica tutta italiana

Al termine del discorso di Renzi, sono stati gli europarlamentari italiani ad essere stati maggiormente critici. Soprattutto Matteo Salvini: "nemmeno gli uomini di Renzi - ha aggiunto Salvini - hanno perso il loro tempo a rimanere qui in Aula. In questi sei mesi, sulla disoccupazione zero, sulla difesa della nostra agricoltura zero. Zero - ha proseguito Salvini - anche sul fronte della difesa del nostro 'Made in Italy'. Sono sicuro, a questo punto, che il semestre di presidenza lettone farà certamente molto meglio di questo semestre drammatico".

Eppur si muove...

E nella conferenza stampa finale, Matteo Renzi, ha citato un toscano come lui, certo un pisano: "solo uno sguardo privo di aderenza alla realtà può negare che in Europa qualcosa si muove. Eppur si muove, direbbe Galileo, ha sottolineato Renzi. La direzione è senz'altro giusta, bisognerà vedere se produrrà frutti".

Red/ANSA

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