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"Grave danno di immagine per la svizzera"

(Reuters)

Lo dice l'avvocato ginevrino Charles Poncet, intervistato dalla rubrica Modem della radio svizzera

Dopo lo scandalo corruzione all'interno della FIFALink esterno, il presidente 79enne Jospeh Blatter ha annunciato le proprie dimissioniLink esterno nel corso di una conferenza stampa a Zurigo, 4 giorni dopo la sua rielezione da parte del congresso della Federazione mondiale di calcio.

Una scelta della quale non si conoscono ancora le ragioni ufficiali, anche se alcune sono già emerseLink esterno, e che hanno smosso le acque.

Uno scandalo, questo della FIFA, che ha gettato una cattiva luce su tutto il mondo del calcio ma anche su uno stato in particolare: la Svizzera, sede della Federazione e patria natia di Blatter.

In un'intervista curata dal giornalista Nicola Lüönd del programma radiofonico Modem (Rete Uno), l'avvocato ginevrino Charles Poncet, esperto di diritto internazionale, che da tempo critica ruolo e figura di Joseph Blatter, parla di questo danno d'immagine per il paese rossocrociato.

(Reuters)

"Era evidente che la pressione diventasse insopportabile anzi, nella specie di speech che ha fatto Blatter e che ho visto in televisione come voi, subito dopo la sua elezione, era incoerente come discorso. Una specie di dichiarazione di amore di un vecchietto che non sapeva più in che direzione andare ed era chiaro che si strattasse di una questione di giorni o di settimane.

Nicola Lüönd:

Perché ripresentarsi venerdì e poi abdicare pochi giorni dopo?

Avv. Charles Poncet:

Ma guardi è sempre difficile analizzare l'anima umana. Non lo so, probabilmente un desiderio fortissimo di rimanere lì, l'illusione senile di pensare che si possa ancora fare, che si possa ancora essere. Cosa tragica che un giorno o l'altro possiamo sperimanteare tutti purtroppo. Una volontà di potere, insomma un insieme di fattori ma probabilmente è successo tra l'elezione e oggi, mi sembra che siano successe un paio di cose probabilmente che avranno porato i suoi legali a consigliarli di ritirarsi. Consiglio che mi sembra opportuno nelle circostanze attuali. Il problema è il danno che questo fa per la Svizzera.

Nicola Lüönd:

Sarebbe?

Avv. Charles Poncet:

Il danno che fa per la Svizzera è purtroppo ovvio perché la FIFA è un marciume alla testa della quale c'è, o c'era, uno svizzero, uno svizzero

onnipotente e facciamo la figura di una specie di repubblica che accoglie quelle organizzazioni lì senza avere la minima considerazione per il fatto che sono all'origine delle associazioni che accoglievano dei borghesi ben nati che parlavano dello sviluppo, dello sport, del fair play, delle regole, ecceterea e poi tutto d'un tratto son diventati degli organismi di monopolio (di quasi monopolio) di gestione di miliardi di diritti televisivi, di pubblicità, di sponsoring, eccetera, e naturalmente in una struttura nella quale non ci sono meccanismi di controllo, allora poi succedono quelle cose lì.

E purtroppo la Svizzera fa la figura del paese che accoglie quelle cose lì, mentre invece avremmo dovuto da tempo lottare per introdurre l'obbligo per chi ha dei diritti televisivi e di monopolio (di quasi monopolio) per il pianeta, l'obbligo di organizzarsi in una forma puramente capitalistica, cioè una società anonima quotata in borsa, con dei limiti alla percentuale di azioni che uno può detenere, della trasparenza, dei revisori, ecceterea, insomma le cose che si fanno nel capitalismo. Lì abbiamo gestito dei miliardi con una struttura che era adeguata per le riunioni idealistiche del '900.

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