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È morto Bernard Tapie

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È morto dopo una lunga malattia, a 78 anni, Bernard Tapie, ex ministro francese, uomo d'affari, presidente dell'Olympique Marsiglia. Lo si apprende dai media francesi. La notizia della morte di Tapie è stata confermata dalla famiglia al gruppo editoriale di cui l'uomo d'affari era maggior azionista, al quale appartiene il quotidiano di Marsiglia, La Provence. Fra i primi messaggi della classe politica, quello del primo ministro Jean Castex, che si è "inchinato" alla memoria di Tapie, un "combattente", "uomo molto impegnato".

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 ottobre 2021 - 22:23
tvsvizzera.it/far con Keystone-ATS

Il presidente francese, Emmanuel Macron, e la consorte Brigitte, sono "commossi" per la morte di Bernard Tapie, avvenuta a 78 anni dopo una lunga malattia. Ne ricordano, in un comunicato dell'Eliseo, "l'ambizione, l'energia e l'entusiasmo, che furono fonte di ispirazione per generazioni di francesi".

"Quest'uomo che aveva una combattività in grado di spostare le montagne e portarsi via la luna, non deponeva ma le armi - continua Macron - e ha dato battaglia al cancro fino ai suoi ultimi istanti di vita". Brigitte Macron aveva incontrato ancora in settimana il protagonista di decenni della storia politica, economica e sociale della Francia, come ha fatto sapere l'entourage della première dame.

"La sua battaglia contro il cancro - ha fatto sapere Brigitte Macron - anche se sapeva quanto fosse difficile, la conduceva anche per gli altri. Si batteva ancora e sempre per far progredire la ricerca. Provava alcune cure perché se ce n'era una che funzionava per lui avrebbe funzionato anche per altri pazienti. Nella sua battaglia c'era tanto altruismo".

Il comunicato dell'Eliseo parla di un omaggio a un uomo "dalle mille vite", "uomo d'affari e uomo politico, grande personaggio dello sport, della cultura e dei media". "Idolatrato da alcuni, detestato da altri - continua il comunicato - dava fastidio ma affascinava, perché andava oltre ogni barriera sulla strada del successo". Il comunicato ricorda anche "che alla leggenda dorata si mescolarono anche le ombre di una cronaca giudiziaria: processi persi, pesanti condanne, decisioni da lui contestate per tutta la vita".
 

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