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È esodo di cristiani dal Medio Oriente

Persecuzioni e intolleranza spingono la minoranza a lasciare la Regione; a inizio Novecento i cristiani erano il 20% della popolazione, oggi il 5%

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 marzo 2016 - 21:52

L'attentato di Lahore, in Pakistan, riporta d'attualità la drammatica situazione della minoranza cristiana nella regione. Nel confinante Medio Oriente, proprio a causa delle persecuzioni e dell'intolleranza, continua inesorabile l'esodo dei cristiani.

Lo dimostra uno studio appena pubblicato.

Quella dei cristiani è solo una delle tante comunità religiose che hanno sofferto la persecuzione violenta da parte dell'Isis, dei Talebani o di altri gruppi armati.

Stando a dati pubblicati dalla rivista The Economist, però, l'esodo avrebbe subito una chiara accelerazione già a partire dal 2010, in coincidenza con le primavere arabe [cfr. grafico nel video].

Dall'inizio del XX secolo, quando in proporzione i cristiani in Medio Oriente erano pari al 20% della popolazione, si è arrivati al 5% degli ultimi anni. Un cambiamento epocale.

In Siria e Iraq, dove per molti l'unica soluzione è fuggire, il fenomeno ha dimensioni enormi. Ma anche in paesi come l'Egitto, il Libano, la Giordania e Israele , Paesi dove i cristiani non sono obiettivo di violenze dirette, il loro numero sta diminuendo.

Per il Center for American progress, centro di studi americano, le conseguenze per la regione potrebbero essere drammatiche: "Se una delle comunità religiose più antiche al mondo è costretta ad abbandonare il medio oriente questo potrebbe avere ripercussioni gravi in termini di pluralismo e tolleranza".

Un tema molto caro a papa Francesco che proprio oggi, lunedì, ricordando quanto accaduto in Pakistan, ha nuovamente fatto appello alle autorità per ridare sicurezza alla popolazione, e in particolare alle minoranze religiose più vulnerabili.

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